B.K.S. IYENGAR E L’ADORAZIONE DELL’ASANA

Quando l’intelligenza del corpo si incontra e si esprime in perfetto allineamento con l’intelligenza superiore, allora siamo nell’asana, siamo l’asana,

È il punto di incontro tra quello che siamo e quello che saremo; è la condizione al di fuori del tempo e dello spazio in cui possiamo conoscere e realizzare le nostre potenzialità. In ogni asana il centro di gravità è diverso e quando troviamo il punto di gravità perfetto ci inonda una sensazione di grande gioia. Quando questa condizione si verifica il torace, spesso compresso, è ben aperto. Il respiro si amplia e “il finito” del corpo entra in contatto con l’infinito che abita nel profondo di noi. Per questa ragione, le asana non possono essere eseguite “come viene”. Sarebbero altro, non sarebbero asana.

“La pratica delle asana per me è una sorta di adorazione. I santi adorano Dio. Nella mia pratica io adoro l’asana come una divinità. Chi riesce a comprendere ciò che intendo dire, allora può oltrepassare il regno della struttura fisica per sperimentare con chiara intelligenza e coscienza pulita l’essenza della vita.” B.K.S. Iyengar ( Bellur, India, 14/12/1918 – Pune, India,20/8/ 2014)

Maria F. Rummele

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