E se fossi senza limiti?

Ti guarda dall’alto, ti osserva, cerca di attirare la tua attenzione in tutti i modi possibili. È talmente grande che non lo vedi. Occorre spostare lo sguardo per accorgerti che il tuo IO grande è lì. Dovresti deviare l’attenzione dai tuoi crucci quotidiani, o anche dalle tue quotidiane soddisfazioni. Le abitudini poi…i doveri che con obbedienza ogni giorno porti avanti…quelli che ti oscurano la vista riempiendoti lo sguardo del riconoscimento e dell’approvazione degli altri. Tutti gli altri, anche quelli che non ci sono più. 

E così ti senti a posto e tranquillo e sei ancora più in pericolo, perché non sentirai la spinta a cercare qualcosa di cui senti la mancanza. Perché non la senti, quella mancanza, o hai smesso di sentirla.

Se invece la mancanza la senti, sei ti senti un pesce fuor d’acqua, se tutto ti sembra poco, allora sei sulla buona strada.

Guarda un po’ più in su, nella direzione verso la quale non guardi mai. Inizia ad appropriarti dell’ampiezza e spostare lo sguardo.

Come in una giornata di fine inverno in cui in fondo si sta piuttosto bene. Il freddo è passato, potremmo anche accontentarci e godere del clima un po’ più mite. Invece no. Guarda cosa fa la natura. Non si accontenta, lei. Vuole vivere la felicità estrema, quella della trasformazione, della fioritura. E sa, lei lo sa bene, che non le occorre l’approvazione di nessuno per raggiungere quella felicità. Non si chiede se l’inverno se ne avrà a male se lo abbandona o se il suo procedere determinato la condurrà velocemente incontro all’autunno dove perderà le foglie. Le interessa poco. La natura esige la primavera, e si mette a trasformare gli dei in colori e profumi che le permetteranno, complici il vento, gli insetti e i suoni del mondo, di fecondare ogni sua voglia di fioritura e di creazione. Si esibisce così, la natura, nella sua opera omnia fatta di succosi frutti di ogni specie, di forme e colori che nessun’altra artista se non lei avrebbe potuto creare.

E non teme, la natura, di lasciare tutto indietro quando il suo bisogno è ormai un altro, quando i suoi progetti prevedono che tutto si concluda, come in un eterno mandala, per potere in libertà godere di una nuova creazione, quando vorrà.

La natura è capace di prendere le distanze anche da se stessa, è questo che la rende così capace di creare.

Ed è questa la strada dello yoga. Condurti a conoscere il tuo IO grande, scoprirne le capacità e iniziare a creare il tuo mondo.

Maria F.Rummele