Liberi tutti!

Per avviarci verso la libertà è utile iniziare a fare domande. A noi stessi, innanzitutto, e su tutto.

Se vuoi fare un esperimento interessante ecco che ti invito a dedicare una giornata alla scoperta di quanto sei veramente libero. 

Inizia la mattina appena ti svegli e continua, per l’intera giornata, a chiederti se quello che stai facendo ti piace. Applica la domanda a tutto: chiediti se, potendo scegliere, ti occuperesti di ciò che solitamente è la tua occupazione. Essere particolarmente dotato per un’attività non significa automaticamente svolgerla volentieri. Una dote è una cosa, ma la tua vocazione, quella che ti renderebbe felice, è un’altra cosa. 

Osserva se pensare alle persone che frequenti ti fa sorridere e ti rende felice, o se le percepisci come…un’abitudine. 

Sii preciso nel valutare se ti vesti come sei solito fare perché davvero ti piace, o se perché così corrispondi ad una immagine sociale apprezzata. 

Osserva se gli oggetti di cui ti circondi ti piacciono veramente o se ne preferiresti di diversi.

E quando mangi, è perché sei abituato così? Ti poni mai domande su cosa potrebbe condizionare il tuo modo di mangiare? Perché a quell’ora? Perché quel cibo? 

Ogni volta che esprimi un’opinione, un giudizio, ogni volta che fai una scelta, chiediti il PERCHÉ di quella scelta, opinione, giudizio. 

In realtà siamo il prodotto, il risultato del contesto in cui ci muoviamo. L’ambiente in cui viviamo ha occupato la nostra mente con i suoi principi, dogmi, abitudini e tradizioni. Non sei quasi mai tu che scegli, il più delle volte sono le convenzioni sociali che lo fanno al tuo posto. E lo fanno automaticamente, in un modo così naturale da apparire ovvio e giusto.

Sei impregnato di gusti, stimoli, tradizioni e credenze, opinioni e giudizi che ti hanno condizionato fin dal momento della tua nascita. Hai smesso quasi subito di formulare domande agli altri e a te stesso spegnendo poco a poco il processo di sviluppo del senso del piacere. 

In pratica, nato libero e pronto a fiorire, l’ambiente in cui hai vissuto ha da subito deviato il tuo cammino di scoperta ed espansione delle tue immense possibilità. Sei stato caricato di una serie di aspettative e doveri familiari e sociali, per sostenere i quali hai iniziato un processo di adattamento che è sfociato e si esprime nel tuo io sociale e purtroppo, frequentemente, nella tua infelicità. 

Ora, in tutta sincerità, probabilmente non sai esattamente chi sei. Sappi che se ti senti un pesce fuor d’acqua e provi un costante senso di frustrazione, allora sei sulla strada giusta per scoprirlo. Puoi iniziare a porti domande.

Maria F. Rummele